La storia del comune di Ardea

La storia di Ardea inizia con le leggende, sia in relazione alla sua fondazione sia in relazione a quelle dello sbarco di Enea sulle coste del Lazio e quindi in definitiva alla nascita di Roma.
Secondo una prima leggenda la città fu fondata da Ardeas, figlio di Odisseo e Circe, per un´altra fu fondata da Danae sposa di Pilumno dopo che scacciata dal padre arrivò sulle coste laziali, mentre per un´altra, riferita da Ovidio, il nome fu dato alla città dopo che un airone si levò in volo sopra le ceneri della città distrutta da Enea vittorioso sul re rutulo Turno.

Dal XIV libro della Metamorfosi di Ovidio: "Turno muore. Ardea cade con lui, città fiorente finchè visse il suo re. Morto Turno, il fuoco dei Troiani la invade e le sue torri brucia e le dorate travi. Ma, poi che tutto crollò disfatto ed arso, dal mezzo delle macerie un uccello, visto allora per la prima volta, si alza in volo improvvisamente e battendo le ali, si scuote di dosso la cenere. Il suo grido, le sue ali di color cenere, la sua magrezza, tutto ricorda la città distrutta dai nemici. Ed infatti, d´Ardea il nome ancor gli resta. Con le penne del suo uccello Ardea piange la sua sorte".

La presenza di insediamenti umani nella zona già dall´età del ferro è attestata dal ritrovamento di fori nel terreno, che servivano ai pali delle capanne, e di alcune tombe contenenti diversi oggetti che presumibilmente accompagnavano il corredo funebre.

Ardea, nata come agglomerato essenzialmente agricolo, si sviluppo però soprattutto grazie agli scambi commerciali e culturali resi agevoli dalla favorevole posizione compresa tra Latini, Volsci ed Etruschi. Grazie al porto/canale sul fiume che anticamente la attraversava, la città di Ardea fu il principiale porto del Lazio nei secoli VIII-VII e VI Ac, ed era il naturale sbocco al mare per la città laziale di Alba Longa prima che venisse fondato il porto di Anzio.

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La città arrivò al suo periodo di massimo sviluppo durante nel VII secolo ac, quando Roma era agli inizi della sua storia, ed era particolarmente rinomata per la produzione di armi e di oggetti ornamentali.
Da questo momento in poi la storia di Ardea segue quella delle altre città latine, tutte coinvolte in una lotta per l´autonomia contro la crescente potenza di Roma.
I Romani attaccarono una prima volta gli ardeatini, come racconta Tito Livio, durante il regno di Tarquinio il Superbo; l´attacco non ebbe successo, tanto che dopo la cacciata di Tarquinio e la fine della monarchia a Roma, romani e rutuli conclusero un trattato di pace. Nel IV secolo ac i galli, dopo aver saccheggiato Roma, si rivolsero contro Ardea e la assediarono, senza però riuscire ad entrare nella città; anzi i rutuli, guidati da Furio Camillo, dopo aver respinto l´assedio alla loro città marciarono verso Roma e la liberano dall´occupazione Gallica.

Nel secondo trattato romano-cartaginese del 348 a.c., Ardea è nominata tra le città alleate dei Romani, ma durante la seconda guerra punica, Ardea fu una delle dodici colonie che rifiutarono ai Romani gli aiuti militari; questo rifiuto le costò l´indipendenza, in quanto i romani, dopo aver sconfitto i cataginesi, si rivolsero contro le città ribelli della lega latina sconfiggendole, privandole nel contempo della loro autonomia. Da questo momento, fino alla caduta dell´impero, la città seguì il destino di Roma.
Dopo la caduta dell´impero romano Ardea subisce un crollo demografico e la perdita d´importanza come centro urbano dovuto essenzialmente alle scorrerie dei barbari prima e dei pirati saraceni dopo, all´impaludamento delle campagne con il conseguente fenomeno della malaria, e al brigantaggio.
Verso la fine del Medioevo la città divenne, di fatto, feudo dei monaci di San Paolo cui il papa Gregorio VII aveva fatto le prime donazioni.
Successivamente il controllo, sempre di tipo fedautario, della città fu oggetto di aspre contese tra le famiglie nobiliari romane; tra queste si annoverano le famiglie dei Colonna, dei Cesarini, dei Caffarelli, dei Borgia e degli Orsini. In questo periodo la città visse essenzialmente come borgo agricolo, seguendo le sorti delle famiglie che di volta in volta la governavano
Intorno al 1800 iniziò un nuovo periodo di decadenza della città, tanto che nel 1816 a causa dell´esiguo numero di abitanti, la città divenne una frazione di Genzano.
Solo nel 1970, distaccandosi dal comune di Pomezia, Ardea tornò ad avere la sua indipendenza amministrativa.



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